Non entro nelle scelte dei candidati alla guida del Partito democratico (mi limiterò a non andare a votare). Tuttavia l’esternazione sulla ‘chiamata alle armi’ per Veronica Lario, della quale non posso apprezzare più di tanto le capacità critiche e di analisi avendo solo letto quello che ha scritto su Micromega o le sue dichiarazioni in occasione delle rare interviste, non mi lascia indifferente: mi atterrisce.
Eccoci di nuovo nel circo della preferenza data non alla persona della quale possiamo, bene o male, avere un giudizio ricavabile dalle sue azioni, ma all’immagine trasmessa e veicolata da chi ha scelto che quella persona va bene per noi …

